Truffe PagoPA e SPID 2026: Come Riconoscerle e Difendersi
Una nuova e insidiosa ondata di truffe informatiche sta colpendo migliaia di italiani in queste settimane. I criminali sfruttano i nomi di PagoPA e SPID — due servizi che tutti noi utilizziamo quotidianamente — per rubare dati personali, credenziali bancarie e persino l’identità digitale. Il CERT-AgID ha registrato un aumento significativo di segnalazioni e la situazione è in rapida espansione.
La truffa delle false multe PagoPA
La truffa più diffusa in questo momento arriva via email o SMS e si presenta come un sollecito di pagamento per una presunta multa stradale non saldata. Il messaggio è scritto in tono formale e include dettagli credibili: importi specifici, numeri di pratica, date di scadenza imminenti e il logo ufficiale di PagoPA. L’obiettivo è mettere fretta al destinatario e spingerlo a cliccare su un link che porta a un sito graficamente identico a quello di PagoPA, dove vengono richiesti i dati della carta di credito.
Come riconoscerla: l’indirizzo email ufficiale di PagoPA per le ricevute è noreply-checkout@ricevute.pagopa.it. Qualsiasi variante è sospetta. Il sito autentico inizia sempre con https://checkout.pagopa.it — controllate sempre l’URL. PagoPA non chiede mai dati bancari via email o SMS.
La truffa del furto SPID
Ancora più pericolosa è la campagna che prende di mira le credenziali SPID. I criminali hanno creato siti web falsi che imitano le pagine di accesso dei principali provider SPID. Una volta inseriti username e password, la truffa non si ferma: viene richiesto anche di caricare un documento d’identità e un breve video del proprio volto. Con questi dati, i criminali possono creare una seconda identità SPID a nome della vittima e accedere a servizi come l’INPS, l’Agenzia delle Entrate o i portali bancari, arrivando a dirottare stipendi, pensioni e rimborsi fiscali.
Perché queste truffe funzionano così bene?
Rispetto al passato, queste truffe sono molto più sofisticate. Utilizzano intelligenza artificiale per generare testi perfetti in italiano, senza errori grammaticali. Replicano fedelmente la grafica dei siti ufficiali. Sfruttano la PEC, che molti considerano automaticamente affidabile. E puntano sull’urgenza: una multa in scadenza o un accesso sospetto al proprio SPID creano panico e riducono l’attenzione.
Come proteggersi: 7 regole d’oro
1. Non cliccare mai su link ricevuti via email o SMS che chiedono pagamenti o dati personali.
2. Verificare sempre l’URL: digitare manualmente l’indirizzo del sito nel browser.
3. Controllare il mittente: l’indirizzo email deve corrispondere esattamente a quello ufficiale.
4. Mai caricare documenti su siti raggiunti tramite link ricevuti via messaggio.
5. Attivare l’autenticazione a due fattori su tutti i servizi, in particolare SPID.
6. Non fidarsi dell’urgenza: le comunicazioni ufficiali danno sempre tempo sufficiente per agire.
7. In caso di dubbio, chiedere: meglio una telefonata in più che perdere i propri dati.
Cosa fare se si è caduti nella trappola
Se avete inserito i vostri dati in un sito sospetto, agite immediatamente: bloccate la carta di credito, cambiate la password SPID e di tutti i servizi collegati, segnalate alla Polizia Postale e verificate che non siano state effettuate operazioni non autorizzate a vostro nome.
La sicurezza informatica non è solo una questione tecnica: è una questione di consapevolezza. Se hai bisogno di una verifica del tuo computer o dei tuoi account, il nostro team è a disposizione.
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